Tangled Connections between Migration and Security in the Wake of the Arab Uprisings: A European Perspective
Subito dopo le rivolte arabe l’Unione europea si è dovuta confrontare con dilemmi di governance e umanitari legati alla necessità di controllare i flussi migratori in arrivo dai suoi vicini meridionali. Questo saggio si concentra sull’approccio dell’Ue alla governance delle migrazioni per analizzare alcune politiche e discorsi che di recente hanno rafforzato la complessa interdipendenza tra sicurezza e migrazione. Vengono inoltre discussi alcuni dei fattori che, sempre di recente, hanno rafforzato l’approccio securitario alla questione nel processo decisionale europeo. L’autrice si interroga infine su quali strategie di governance – ispirate al paradigma della “human security” – possano contribuire ad un approccio alla crisi dei migranti più resiliente e basato sui diritti.
Documento prodotto nell'ambito della rete di ricerca New-Med [5], marzo 2016. Vedi anche: "Securitising Migration: The European Union in the Context of the Post-2011 Arab Upheavals", in The international Spectator, Vol. 51, No. 4 (December 2016), p. 67-79.

-
Dati bibliografici
Roma, IAI, marzo 2016, 16 p. -
In:
-
Numero
16|06 -
ISBN/ISSN/DOI:
978-88-98650-85-9
Introduction
1. EU migration governance strategy and the paradigm of securitisation
2. Instruments securitising migration
2.1 Restrictive border controls, rifts over refugee distribution and reactive policies
2.2 The inter-regional perspective: Externalising migration governance and cloaking it in “human security”
3. The discursive nexus between migration and security
4. Triggers for securitisation: Geopolitical insecurities and the costs of “transferring sovereignty” in times of crisis
5. Desecuritising migration?
5.1 Debates on migration
5.2 Knowledge production on migration
5.3 Global responses
References