It's the Economy Stupid: How Libya's Civil War Is Rooted in Its Economic Structures
Mentre in Libia la lotta per la successione a Gheddafi entra nel suo nono anno, i tentativi di pacificazione della comunità internazionale restano al palo dal momento che non riescono ad affrontare le cause profonde del malessere del paese: istituzioni economiche difettose e l’assenza di un contratto sociale. Le strutture economiche create sotto Gheddafi hanno deliberatamente istituzionalizzato inefficienze, ridondanze e scarsa trasparenza. Questo sistema è non solo sopravvissuto senza essere riformato, ma il vuoto politico conseguente all’uscita di scena di Gheddafi gli ha paradossalmente permesso di radicarsi sempre più. Diversi attori economici hanno approfittato di questa mancanza di supervisione nonché dei fondi stanziati dai decisori politici internazionali. E ora possono essere considerati come delle istituzioni semi-sovrane, che per una risoluzione del conflitto risultano essere probabilmente più critiche che le concorrenti fazioni politiche. Per procedere si rende quindi necessaria una piena comprensione di tali strutture. La comunità internazionale dovrebbe orientarsi verso una pace incentrata sull’economia. Il primo passo è commissionare una mappatura delle strutture economiche libiche.
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Dati bibliografici
Roma, IAI, settembre 2019, 27 p. -
In:
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Numero
19|17 -
ISBN/ISSN/DOI:
978-88-9368-109-4
Introduction
1. Libya has institutions – They are just the wrong ones
1.1 Deliberately partisan, but directly powerful political institutions
1.2 Semi-independent vs independent economic institutions
1.3 Attempts to modernise Libya’s economy only made things worse
2. Enter the Libyan revolutionaries
2.1 Inheriting an economy without a blueprint
2.2 After Qadhafi, the power of the semi-independents increased
2.3 The rise of the semi-sovereign economic institutions
3. Sovereignty in post-Qadhafi Libya
3.1 Semi-sovereign not sovereign
4. The pressing need for transparency
4.1 What is known about the semi-sovereigns?
4.2 What is known about the economic logic of the fighting?
5. What the international community can do
Conclusions and the way forward
References