La difesa dell’Europa
Le prime settimane della seconda amministrazione Trump hanno messo in dubbio le regole e gli equilibri che avevano retto gli equilibri internazionali negli ultimi ottant’anni. In particolare, è in crisi la fiducia degli alleati nelle scelte future degli Stati Uniti, in ogni campo, compreso quello della difesa. È così ripreso il dibattito sulla difesa europea, che tuttavia, per essere all’altezza del suo nome, richiederebbe innovazioni costituzionali analoghe a quelle contenute nel trattato della Comunità europea di difesa (Ced), affossato a metà degli anni ’50. Oggi il vero obiettivo è quello di arrivare a una difesa dell’Europa basata essenzialmente su risorse europee e non, come ora, americane. Ciò richiede l’impegno di un gruppo di paesi volenterosi, nonché la pianificazione e il comando e controllo di uno Stato Maggiore, che potrebbe essere basato su quel che esiste nella Nato, e risorse economiche aggiuntive. Questo potrà essere il primo passo verso un maggior ruolo internazionale dell’Europa.
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Dati bibliografici
Roma, IAI, aprile 2025, 13 p. -
In:
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Numero
25|04 -
ISBN/ISSN/DOI:
978-88-9368-354-8
Introduzione
1. Difesa europea o difesa dell’Europa?
2. Difesa dell’Europa e Nato
3. Chi sono i “volenterosi”?
4. Quale riarmo e quali spese
5. La deterrenza nucleare
6. In conclusione: quale Europa?